Riceviamo da un nostro assistito la segnalazione di un grave comportamento omissivo da parte di un impiegato dell’ufficio invalidi civili della Asl di Tarquinia.

Questo impiegato non conosce  e, di fatto, calpesta il diritto dell’invalido ad ottenere copia della documentazione medica con cui è stata definita dalla commissione Asl la sua domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile.

La normativa che riconosce il diritto del cittadino all’accesso agli atti amministrativi è ormai stra-nota e la conoscono anche i sassi.

Si tratta della L. 241/1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).
L’art. 25 di questa legge riconosce il diritto del cittadino, interessato ad un procedimento amministrativo, di ottenere copia degli atti, entro trenta giorni dalla richiesta, al costo del solo rimborso delle spese di riproduzione.

Il regolamento emanato con D.P.R. n. 184/2006 e il conforme regolamento di attuazione emanato dalla Asl di Viterbo, ribadiscono l’obbligo per il richiedente di corrispondere il solo rimborso per il costo di riproduzione (il costo cioè della fotocopia) ed altresì impongono all’amministrazione di indicare entro 10 giorni al richiedente i motivi per cui la richiesta sia, eventualmente, da ritenersi irregolare o incompleta.

La predetta normativa dovrebbe essere considerata l’A B C delle competenze tecniche minime di qualunque impiegato di una pubblica amministrazione.

Il nostro assistito ha invece dovuto confrontarsi alla Asl di Tarquinia con un impiegato che a distanza di 30 giorni dalla richiesta di copie non aveva minimante adempiuto, e che anzi, ben oltre 45 giorni dalla richiesta di accesso agli atti, ha fatto pervenire all’interessato una nota con cui si esige l’integrazione della richiesta di accesso con ulteriori informazioni.

Peralto il nostro assistito ha potuto anche constare, al momento della richiesta, che questo impiegato non era in grado di fornire all’utente la modulistica per l’espletamento della richiesta, nè era in possesso delle tariffe per il diritto di copia  determinate dalla Asl.

Si tratta di palesi carenze del serivizio offerto dalla Asl di Tarquinia agli invalidi civili del distretto, dovute alla inosservanza della elementare normativa da parte di un impiegato di quell’ufficio, che così facendo reca ingiustizia non solo agli utenti, ma anche al personale (amministrativo e sanitario) di quel distretto Asl che, come è  noto, merita solamente apprezzamento e gratitudine per l’impegno e la competenza con cui svolge quotidinamente il difficile servizio affidatogli.