Oggi 31 maggio 2010, il quotidiano “Corriere di Viterbo”, ha pubblicato due articoli di indagine sui parcheggi per disabili nella città.
Parcheggi per disabili, pochi e spesso anche “invasi”.
Associazioni in campo. “Io giro in lungo e in largo tutta Viterbo ma non vedo alcun tipo di cambiamento”.
Parcheggi per disabili: quasi impossibile trovarne uno libero nella cittadina viterbese. Si cerca, si tenta di trovarne i segni, i loro residui ma l’impresa è ardua e il risultato non è mai quello sperato. La città è una giungla in cui i posti auto sono pochi e quelli che ci sono, vengono occupati selvaggiamente da chi arriva prima, perché si corre per andare a lavoro, si corre per fare la spesa, si corre tutto il giorno e non si riesce mai a guardare chi è stato
lasciato indietro. Un mare di persone che hanno dei diritti, ma che spesso vegnono calpestati, in una società in cui la legge del più forte la fa da padrone. I parcheggi per i disabili sono occupati, presi ma non da automobilisti che ne hanno il diritto, bensì da coloro che per fretta o poca voglia non trovando parcheggio, ne usufruiscono. I disabili lanciano un grido di allarme su una città che sembra averli dimenticati ed emarginati. Già Viterbo appare una cittadina poco ospitale per chiunque abbia un qualche handicap, visto che non ci sono scivoli per le carrozzine, i negozi hanno scale troppo alte e chi ha un qualche problema di deambulazione è costretto a guardare da fuori senza avere la possibilità di entrare. Ovviamente il problema scompare se si ha la possibilità di essere accompagnati da qualcuno ma a quel punto si può dire addio alla propria indipendenza e autonomia. Viterbo non sembra essere a misura di chi ha un disagio e i problemi aumentano se si vuole trovare un parcheggio. I posti sono stati creati ma pare che, nella maggior parte dei casi siano tutti occupati. Allora inizia la ricerca al parcheggio che in una città, già poco provvista, sembra essere un’impresa impossibile e le azioni che vengono messe in atto dalla politica non sono tali da riuscire a dare una sterzata alla situazione. Da tempo le varie associazioni proclamano il loro livore verso una situazione che è diventata insopportabile ma poche, sembrano, sono le orecchie che hanno ascoltato le richieste. Eppure ciò che viene chiesto non è tanto difficile da realizzare, si tratta solo di ristrutturare la cittadina a misura di tutti. Questo significherebbe aumentare i controlli e verificare l’attuazione delle norme. Queste sono le richieste di Kristiano Bonatesta, responsabile dell’associazione città aperta. “Io giro in lungo e in largo tutta Viterbo ma non vedo alcun tipo di cambiamento – afferma Bonatesta -. Gli scivoli non ci sono neanche vicino alle farmacie e nonostante le proteste nessuno ci ascolta. Le istituzioni continuano tranquillamente la loro vita senza pensare a chi ha una qualche disabilità”. Negozi, farmacie sono piene di barriere architettoniche che impediscono a chi è su una sedia a rotelle di poter condurre una vita normale. “Ho visto che solo un negozio ha realizzato degli scivoli, penso più per lavarsi la coscienza che altro, visto che lo ha creato dopo uno scalino. Quindi, in sostanza non serve a niente perché prima devo salire la scala e poi fare lo scivolo. Un controsenso ma noi siamo bravi in questo”. Una città in cui prevale la legge del più forte e in cui imperversano le barriere architettoniche mentre chi ha un handicap e vuole uscire si ritrova a dover superare l’ostacolo parcheggio poi a dover sperare di trovare un negozio senza scale e alla fine è costretto a tornare a casa perché tutte le speranze vengono puntualmente disattese. “L’unico luogo senza barriere architettoniche è la Germania – continua Bonatesta -. Lì anche con la neve e senza un posto libero, gli automobilisti continuavano a cercare parcheggio senza occupare quelli riservati ai disabili. Qui non sarebbe la stessa cosa, manca forse un po’ di educazione e civiltà, ma anche controllo da parte delle istituzioni. Capisco che i problemi sono tanti ma anche quello delle barriere architettoniche dovrebbe essere risolto”. A Viterbo c’è un problema parcheggio che non si riesce a superare e Bonatesta si domanda perché. “La situazione è drammatica e non è un eufemismo – incalza Bonatesta -. Addirittura poco tempo fa ho fotografato una macchina della polizia che era parcheggiata su un posto per disabili. Quindi, da qui si capisce che c’è un problema di educazione e civiltà, alla base e allora tutte le parole e le richieste sono vane”. Dovrebbe essere rivista la normativa sua parcheggi per disabili, secondo Bonatesta, perché Viterbo ha un problema che senza uno sforzo difficilmente verrà risolto. “In realtà si dovrebbero realizzare dei parcheggi riservati ai disabili in base alla popolazione ma non so se questo è valido nella cittadina viterbese – spiega -. A me sembrano pochi ma la questione è la mancanza di civiltà che di certo non aiuta nella sopravvivenza quotidiana”. I giochi sono aperti e il dibattito sembra essere di quelli destinati a durare a lungo ma al centro del mirino ci sono le istituzioni. “La normativa esiste ed è giusto che venga fatta rispettare. Non possiamo sentirci ogni volta emarginati e relegati alle parti periferiche della società perché chi comanda non riesce a creare una città a misura di tutti – conclude il responsabile dell’associazione-. Le istituzioni non risolvono niente, sono bravi a fare promesse ma poi i fatti non arrivano e noi ci ritroviamo a dover combattere ogni giorno con barriere architettoniche o con parcheggi inesistenti. Nessuno controlla e nessuno fa rispettare le norme. L’unica cosa che ho notato è il senso di vergogna delle persone che vengono colte in fragrante. Allora forse è il caso di iniziare a dire pubblicamente chi è che sbaglia così almeno il senso di colpa frenerà questa inciviltà. Noi siamo arrabbiati e furiosi perché vediamo mancare le più elementari strutture e in una città che vuole proporsi come moderna. Questa è una falla che la può portare molto in basso”
Antonella Pace
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Ecco come ottenere il permesso.
La normativa è precisa per quanto riguarda il rilascio. Il contrassegno ha validità quinquennale.
Il contrassegno invalidi fa discutere. Sono molte le associazioni che si lamentano del fatto che i parcheggi per i disabili vengono occupati da chi non ne ha diritto. In realtà la normativa è precisa per quanto riguarda il rilascio che per l’occupazione, ma alcune questioni sono ancora aperte e la
normativa non sembra risolverle. Quel tagliando arancione che identifica i parcheggi riservati ai disabili e previsto dal regolamento del Codice della strada, permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi riservati. Per avere il contrassegno è necessario innanzitutto disporre di una specifica certificazione medica che attesti in modo chiaro, che la persona è non vedente o è invalida con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. Il regolamento del codice della strada precisa, che i certificati ammessi sono quelli rilasciati dall’ufficio medico-legale dell’Unità Sanitaria Locale di appartenenza. Non sono purtroppo previste come ammissibili altre certificazioni alternative quali, ad esempio, la certificazione di invalidità civile o di handicap. Una volta ottenuto quel certificato lo si dovrà allegare alla richiesta al sindaco del comune di residenza, al fine di ottenere il contrassegno. La Legge 23 dicembre 2000, n. 388 ha stabilito che il rilascio del contrassegno invalidi è esente da imposta di bollo. In moltissimi Comuni queste pratiche vengono svolte dall’ufficio dei vigili urbani o della polizia municipale. Va precisato che il contrassegno è uguale (e quindi valido) in tutta Italia ed è concesso a prescindere dalla titolarità di una patente di guida o dalla proprietà di un automezzo. Deve essere esposto in modo ben visibile nella parte anteriore del veicolo in servizio per il disabile. Il contrassegno ha validità quinquennale e allo scadere dei termini lo si può rinnovare presentando un certificato del proprio medico di famiglia che confermi la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il talloncino e può essere rilasciato anche a persone che momentaneamente si ritrovano in condizioni di invalidità temporanea a causa di un infortunio o altro