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	<title>Anmic Viterbo &#187; Rassegna stampa</title>
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	<description>Sede di Viterbo dell&#039;Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili</description>
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		<title>Sul Corriere di Viterbo del 1° novembre 2011, Intervista al Presidente provinciale di Viterbo Dott. Italo Aquilani</title>
		<link>http://www.anmicvt.it/2011/11/02/sul-corriere-di-viterbo-del-1%c2%b0-novembre-2011-intervista-al-presidente-provinciale-di-viterbo-dott-italo-aquilani</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 10:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla sede di Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Corriere di Viterbo del 1° novembre 2011 “Pratiche di riconoscimento invalidità bloccate per 8 mesi”. L’Anmic evidenzia le criticità dell’ente. &#160; Se l’Acli punta sostanzialmente il dito contro la perdita di “cuore” dell’istituto di previdenza sociale e di chi vi opera, l’associazione invalidi civili, cerca invece di sopperire alle problematiche che gli utenti invalidi incontrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal Corriere di Viterbo del 1° novembre 2011</em></p>
<p><strong>“Pratiche di riconoscimento invalidità bloccate per 8 mesi”.<br />
</strong><em><strong>L’Anmic evidenzia le criticità dell’ente.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se l’Acli punta sostanzialmente il dito contro la perdita di “cuore” dell’istituto di previdenza sociale e di chi vi opera, l’associazione invalidi civili, cerca invece di sopperire alle problematiche che gli utenti invalidi incontrano nel relazionarsi con l&#8217;Inps. “La criticità più evidente &#8211; fa sapere Italo Aquilani, presidente provinciale dell’Anmic - <span id="more-781"></span>riguarda la rappresentatività delle persone presso l’Inps.</p>
<p>L’istituto ha la doppia funzione di ente giudicante ed ente erogante ma il problema è che le pratiche di riconoscimento vengono bloccate per oltre 8 mesi e i pagamenti per un periodo di 5 mesi.<br />
L’istituto si era assunto il compito, riguardo all’invalidità civile, di risolvere ogni pratica, pagamento compreso, nell’arco dei 60 giorni come previsto dalla legge.</p>
<p>Purtroppo i tempi non sono questi e il nostro compito è quello di alleviare il disagio dei disabili facendoci carico di portare personalmente all’Inps gli incartamenti necessari e di seguire per conto degli interessati l&#8217;iter, cercando di risolvere il prima possibile i problemi”.</p>
<p>L’associazione invalidi civili, opera sul territorio con l’unico scopo della tutela morale, sociale ed economica degli invalidi civili.<br />
In ogni commissione medica c’è il sanitario nominato dall’Anmic, sia presso le Asl sia presso l&#8217;Inps, e l&#8217;assistenza amministrativa delle pratiche previste dalla legge non ha nessun costo per lo Stato.</p>
<p>La sede centrale a Viterbo si trova in viale IV novembre 17 e avvicina in periferia le persone invalide con le sedi distaccate aperte in collaborazione con i Comuni: a Blera e Tarquinia il giovedì pomeriggio, a Corchiano il martedì pomeriggio, a Montalto il sabato mattina. “Il lavoro, la scuola e l’autonomia &#8211; conclude Aquilani &#8211; sono i punti fondamentali dell’azione continua presso i nostri uffici.</p>
<p>Il lavoro dà dignità all&#8217;invalido, dà sicurezza e lo rende un cittadino uguale agli altri.</p>
<p>La scuola deve provvedere al supporto del giovane invalido non solo con l’insegnante di sostegno, ma con il coinvolgimento di tutta l’organizzazione: dai collaboratori scolastici, agli insegnanti, al personale Ata, al dirigente.</p>
<p>Per l’autonomia stiamo intensificando l’applicazione della legge 387 del 2000 che garantisce agli invalidi gravi la possibilità di avere strumenti, e dotazione economica per gestire autonomamente la propria vita”</p>
<p style="text-align: center;">___________</p>
<p style="text-align: left;"><em>Sempre dal Corriere di Viterbo del 1° novembre si segnala anche il seguente articolo:</em></p>
<p><strong>“Troppa tecnologia complica le cose”.</strong><br />
<em><strong>Il calvario di un pensionato che non ha ricevuto il versamento per un intoppo nei terminali. L’accorato appello del presidente provinciale Acli, Renzo Salvatori.</strong></em></p>
<p>Tanta tecnologia, poco contatto umano.<br />
Nell’epoca in cui gran parte della sopravvivenza della pubblica amministrazione si gioca sulla corsa all&#8217;informatizzazione, i rapporti umani rischiano di esser eclissati.<br />
E dall&#8217;associazione Acli arriva un monito chiaro a una delle pietre miliari della pubblica amministrazione: l’istituto di previdenza sociale.</p>
<p>“Inps non perdere il cuore”: si apre così la lettera che Renzo Salvatori, presidente provinciale Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani), ha inviato al direttore dell&#8217;istituto viterbese.<br />
“Ormai la tecnologia sta invadendo la nostra vita- spiega Salvatori &#8211; dal casello autostradale allo sportello bancario, è consuetudine udire la “voce” metallica che dà istruzioni e saluta.<br />
L’Inps è l’istituto vicino ai più bisognosi: pensionati, disoccupati, cassintegrati e invalidi trovano risposta nei servizi forniti dall’istituto. In passato trattando personalmente col funzionario addetto, si veniva accolti, ascoltati e questi si adoperava per cercare soluzioni al problema dell&#8217;assistito, rileggendo la norma, cercando i cavilli, frugando negli archivi.<br />
Sono testimone diretto, avendo svolto questo lavoro per 32 anni, di quanti casi, a prima vista impossibili, hanno trovato soluzione positiva per l’impegno dell’impiegato addetto e per l&#8217;assunzione di responsabilità del dirigente”.<br />
Esempio emblematico il terremoto che nel 1971 semidistrusse Tuscania. “Il giorno successivo la catastrofe &#8211; ricorda Salvatori &#8211; l’Inps istituì un ufficio volante nella tendopoli per il rilascio dei duplicati del libretto di pensione per consentire l’immediata riscossione della prestazione ed aiutare i pensionati colpiti dalla calamità”.<br />
Un modus operandi che oggi pare essere caduto nel dimenticatoio.<br />
&#8220;Nei giorni scorsi &#8211; incalza il presidente &#8211; abbiamo segnalato il caso di un assistito titolare di pensione di invalidità civile ed assegno di accompagnamento che, sottoposto a visita di controllo annuale, è stato confermato nel diritto.<br />
Questi, recatosi alla posta il primo del mese non ha trovato disponibile il pagamento e, dall&#8217;Inps, ha avuto risposta che mancava l&#8217;autocertificazione sui redditi, peraltro non richiestagli dall’Inps stesso, e che quindi il pagamento della prestazione sarebbe slittato al mese successivo.<br />
Lascio immaginare la disperazione dell’assistito che, disoccupato e invalido, vive con questi soldi. Ci siamo attivati, richiedendo formalmente di venire incontro alla particolare esigenza, utilizzando lo strumento del pagamento diretto allo sportello bancario.<br />
Tracciabilità, passaggio attraverso la Banca d’Italia, normativa vigente: queste sono state le risposta che abbiamo ricevuto.<br />
Sono mancati il cuore e il coraggio di scegliere. Se anche l’Inps non ha più cuore e si giustifica trincerandosi dietro fredde regole burocratiche, per i lavoratori e gli assistiti si prospettano tempi ancor più duri degli attuali”</p>
<p>Elisa Conti</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per niente un lieto fine</title>
		<link>http://www.anmicvt.it/2011/04/04/per-niente-un-lieto-fine</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[invalidi civili]]></category>
		<category><![CDATA[ritardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Torniamo sulla vicenda del ritardo dell&#8217;Inps nella gestione di una pratica di invalidità civile, denunciata dal Sig. Volpato, sui media locali. &#160; Ne abbiamo parlato nei precedenti due post: Da Tusciaweb (quotidiano on line di Viterbo) la testimonianza dei ritardi Inps Torniamo sulla lettera pubblicata il 28 marzo da Tusciaweb &#160; Come da noi paventato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo sulla vicenda del ritardo dell&#8217;Inps nella gestione di una pratica di invalidità civile, denunciata dal Sig. Volpato, sui media locali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne abbiamo parlato nei precedenti due post:</p>
<p><a href="http://www.anmicvt.it/2011/03/28/da-tusciaweb-quotidiano-on-line-di-viterbo-la-testimonianza-dei-ritardi-inps" target="_blank">Da Tusciaweb (quotidiano on line di Viterbo) la testimonianza dei ritardi Inps</a></p>
<p><a href="http://www.anmicvt.it/2011/03/28/torniamo-sulla-lettera-pubblicata-il-28-marzo-da-tusciaweb" target="_blank">Torniamo sulla lettera pubblicata il 28 marzo da Tusciaweb</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come da noi paventato, la denuncia di questo padre è risultata <span id="more-752"></span>un’occasione persa per informare la collettività della sistematica inefficienza della gestione da parte dell’Inps della procedura di invalidità civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai lettori dei quotidiani viterbesi la vicenda è apparsa come un caso isolato, risolto più che tempestivamente grazie all&#8217;interessamento dei politici e del direttore provinciale Inps.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi vive quotidianamente la problematica dell&#8217;invalidità civile, non può che constatare come rimangano nell’oblio e senza soluzione l’enorme numero di analoghe pratiche ancora giacenti presso l’Inps, con grave pregiudizio per gli interessi, aspettative ed esigenze di tante famiglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si riporta il comunicato stampa, così come apparso il 1.4.2011 su <a href="http://www.tusciaweb.it" target="_blank">Tusciaweb</a>, della senatrice viterbese che ha affrontato e risolto il caso e si riporta altresì la lettera di ringraziamenti d&#8217;interessato pubblicato, sempre su <a href="http://www.tusciaweb.it" target="_blank">Tusciaweb</a>, il 4.4.2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Bimba invalida -</strong> L&#8217;intervento della senatrice Laura Allegrini</em></p>
<p><em><strong>Indennità in ritardo, pronto il verbale</strong></em></p>
<p><em>Viterbo &#8211; 1 aprile 2011 &#8211; ore 15,15</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Riceviamo e pubblichiamo &#8211; “Ho avuto modo di parlare questa mattina, e nuovamente, con il direttore dell&#8217;Inps, Danilo Siddi che ringrazio, circa il caso Volpato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mi ha informato che gli uffici hanno messo in spedizione il verbale definitivo che, in ogni caso, è disponibile presso la stessa Inps e il signor Volpato ne può ritirare copia, ove non desiderasse attendere i tempi postali.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Laura Allegrini</strong></em></p>
<p><em>Senatrice (Pdl)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Good News -</strong> Risolto il problema di Gian Paolo Volpato, dopo l&#8217;appello inviato a Tusciaweb</em></p>
<p><em><strong>La bimba invalida riavrà l&#8217;indennità</strong></em></p>
<p><em>Viterbo &#8211; 4 aprile 2011 &#8211; ore 1,25</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Si è conclusa per il meglio la vicenda di Gian Paolo Volpato</strong>, padre di una bimba invalida di sei anni che, dopo mesi di attesa, ha potuto riavere la sua indennità.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La piccola è affetta da una rarissima malformazione: l&#8217;assenza congenita dell&#8217;ulna nel braccio destro, che è più corto dell&#8217;altro.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Ogni mese riceve un&#8217;indennità di frequenza di 280 euro. Indennità che l&#8217;Inps aveva sospeso da luglio 2010, in attesa dell&#8217;esito della visita di controllo cui la piccola si era sottoposta.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Una vicenda che è stata un rompicapo per il signor Volpato, che non riusciva a spiegarsi il perché del ritardo. Il verbale con i risultati della visita, infatti, risultava regolarmente inviato dalla Asl. Eppure dall&#8217;Inps, nessun segno di vita.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il silenzio è durato otto mesi. Alla fine, a marzo, il signor Volpato ha scritto a Tusciaweb, esasperato e in cerca di risposte.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il suo appello non è passato inosservato. Per lui e la sua bambina si sono subito mobilitati l&#8217;ex segretario del Pd Angelo Allegrini e la senatrice Pdl Laura Allegrini, che hanno preso a cuore il problema.</strong> Alla lettera di Volpato, poche ore dopo la sua pubblicazione, ha risposto anche il direttore generale della Asl Adolfo Pipino, che ha promesso un nuovo e più incisivo intervento.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Oggi, la nuova lettera del signor Volpato, che ha voluto comunicare alla redazione di aver finalmente ricevuto notizie dall&#8217;Inps. Una storia a lieto fine&#8230; anche grazie a Tusciaweb.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>La lettera di Volpato</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Gentile direttore, venerdì primo aprile in mattinata è arrivata la raccomandata da parte dell&#8217;Inps contenente il verbale e la documentazione da compilare per poter riavere in tempi brevi l&#8217;indennità di frequenza di mia figlia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Vorrei ringraziare per primo lei che ha dato voce alle mie parole, il direttore generale della Asl Adolfo Pipino, con cui ho avuto da subito contatti telefonici, la senatrice Laura Allegrini che è intervenuta diverse volte sensibilizzando l&#8217;Inps.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Vorrei ringraziare anche tutte quelle persone che mi hanno inviato lettere, mail e tutti coloro che hanno espresso solidarietà e mi hanno appoggiato in questa piccola battaglia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Spero di non trovarmi più in futuro in situazioni del genere, come spero che non ci siano altri casi come il mio che, per paura o altri motivi, rimangano insoluti per lungo tempo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Lunedì mattina mi recherò presso gli sportelli dell&#8217;Inps per consegnare i documenti richiesti sperando che tutto vada per il meglio.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Augurandole una buona giornata, invio distinti saluti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Gian Paolo Volpato</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torniamo sulla lettera pubblicata il 28 marzo da Tusciaweb</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 12:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[invalidi civili]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve riepilogo. Il quotidiano on line Tusciaweb, ha pubblicato  il 28.3.2010 la lettera del Sig. Volpato, un cittadino esasperato per il grave ritardo con cui viene gestita la pratica di invalidità civile della propria figlia. &#160; Ne abbiamo parlato in un precedente post. &#160; Purtroppo la denuncia di questo padre rischia di ottenere un effetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Breve riepilogo.</p>
<p>Il quotidiano  on line <a href="http://www.tusciaweb.it" target="_blank">Tusciaweb</a>, ha pubblicato  il 28.3.2010 la lettera del Sig. Volpato, un cittadino esasperato per il grave ritardo con cui viene gestita la pratica di invalidità civile della propria figlia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne abbiamo parlato in un <a href="http://www.anmicvt.it/2011/03/28/da-tusciaweb-quotidiano-on-line-di-viterbo-la-testimonianza-dei-ritardi-inps" target="_blank">precedente post</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo la denuncia di questo padre rischia di ottenere un effetto minimale e di risultare un&#8217;occasione persa per informare la collettività<span id="more-739"></span> della sistematica inefficienza della gestione da parte dell&#8217;Inps della procedura di invalidità civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E si perchè, leggendo le repliche che lo stesso quotidiano on line ospita, provenienti da una parlamentare e dal Direttore della Asl di Viterbo, tutto pare circoscriversi ad un caso isolato, il quale verrà quindi isolatamente e (si spera) tempestivamente risolto, rimanendo invece nell&#8217;oblio e senza soluzione l&#8217;enorme numero di analoghe pratiche ancora giacenti presso l&#8217;Inps, con grave pregiudizio per gli  interessi,  aspettative ed esigenze di tante famiglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riportiamo, comunque, di seguito i due interventi che sul quotodiano <a href="http://www.tusciaweb.it/" target="_blank">Tusciaweb</a> sono stati ospitati in risposta alla lettera-denuncia del Sig. Volpato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Viterbo</strong> &#8211; La senatrice Allegrini risponde all&#8217;appello di Volpato</p>
<p><strong>&#8220;Ritardo Asl, prenderò a cuore il caso&#8221;</strong></p>
<p>Viterbo &#8211; 28 marzo 2011 &#8211; ore 12,15</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo &#8211; Gentilissimo direttore,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Apprendo da una nota stampa che l&#8217;Inps di Viterbo sarebbe inadempiente rispetto all&#8217;iter di una pratica di invalidità della figlia minore di Giampaolo Volpato affetta da una rara malformazione all&#8217;avambraccio destro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare la vicenda riguarderebbe la contestazione dell&#8217;inoltro della documentazione da parte della Asl di Viterbo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; mia intenzione prendere a cuore questo caso da un duplice punto di vista: il primo, in quanto membro della commissione Bicamerale per l&#8217;infanzia, che mi induce ad una maggiore attenzione per un problema che riguarda un bambino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il secondo che, comunque, ritengo essere assolutamente di tutti il diritto a comprendere com&#8217;è che spesso, se sarà confermato e non ho motivo di dubitare la veridicità di ciò che il signor Volpato afferma, la mancanza di dialogo tra uffici rende lento e gravoso il percorso amministrativo di una pratica che potrebbe essere risolta in un tempo minore.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono certa che il caso sarà immediatamente e positivamente risolto così come ho potuto, in passato, riscontrare quando ho richiesto il Suo personale coinvolgimento che per il futuro, mi auguro, non sarà necessario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I più cordiali saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Laura Allegrini</p>
<p style="text-align: left;">_____________________</p>
<p><strong>Viterbo</strong> &#8211; Asl &#8211; Adolfo Pipino risponde al signor Volpato</p>
<p><strong>Il verbale c&#8217;è ma interverremo di nuovo</strong></p>
<p>Viterbo &#8211; 28 marzo 2011 &#8211; ore 12,45</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo &#8211; Egregio direttore,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In merito <strong>all’intervento del signor Gian Paolo Volpato, pubblicato in data odierna, lunedì 28 marzo, sul quotidiano online Tusciaweb, nella rubrica “Lettere al direttore”</strong>, la direzione strategica della Ausl di Viterbo interviene con alcune precisazioni, con l’intento di risolvere al più presto il caso sollevato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello specifico, si comunica che gli uffici dell’Unità operativa <strong>di Medicina legale, con protocollo 273, il giorno 31 di agosto 2010 hanno inviato presso la Commissione medica di valutazione (Cmv) dell’Inps il verbale della visita medico collegiale</strong>, con allegate la documentazione delle istanze di parte e la documentazione sanitaria, relativo alla figlia del signor Volpato. Visita che è stata effettuata presso la commissione medica della Ausl di Viterbo il giorno 28 agosto 2010.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il verbale in questione, quindi, si trova presso l’Inps di Viterbo. <strong>Su interessamento personale del direttore generale della Ausl di Viterbo, Adolfo Pipino, tuttavia, il direttore dell’Unità operativa di Medicina legale, Mario Gobattoni, è stato invitato a contattare immediatamente gli uffici dell’Inps preposti</strong> e a inviare una copia del verbale della visita medico collegiale, qualora gli stessi uffici non fossero in grado di rintracciare l’originale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Distinti saluti,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Asl di Viterbo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Tusciaweb (quotidiano on line di Viterbo) la testimonianza dei ritardi Inps</title>
		<link>http://www.anmicvt.it/2011/03/28/da-tusciaweb-quotidiano-on-line-di-viterbo-la-testimonianza-dei-ritardi-inps</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 06:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[invalidi civili]]></category>
		<category><![CDATA[ritardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli invalidi viterbesi stanno sperimentando intollerabili ritardi da parte dell&#8217;Inps nella definizione del procedimento per l&#8217;accertamento o la verifica o la revisione dell&#8217;invalidità civile e dell&#8217;handicap. &#160; La riforma del 2010, e il completo passaggio di competenze all&#8217;Inps, era stata annunciata e pubblicizzata come finalizzata al contenimento dei tempi amministrativi (si favoleggiava addirittura di 60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli invalidi viterbesi stanno sperimentando intollerabili ritardi da parte dell&#8217;Inps nella definizione del procedimento per l&#8217;accertamento o la verifica o la revisione dell&#8217;invalidità civile e dell&#8217;handicap.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La riforma del 2010, e il completo passaggio di competenze all&#8217;Inps, era stata annunciata e pubblicizzata come<span id="more-648"></span> finalizzata al contenimento dei tempi amministrativi (si favoleggiava addirittura di 60 giorni di durata del procedimento).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La riforma ha rivelato invece molti punti deboli: non sempre è possibile assicurare la presenza dei medici Inps nelle commissioni Asl; mentre, nei casi in cui si realizza questa presenza, formandosi una commissione congiunta Asl-Inps, non è detto che quest&#8217;ultima raggiunga l&#8217;unanimità sul giudizio di accertamento dell&#8217;invalidità o handicap.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò comporta la provvisorietà del verbale formatosi negli uffici della Asl; il quale deve essere trasmesso all&#8217;Inps per il giudizio finale, eventualmente previa convocazione dell&#8217;invalido presso gli uffici Inps, per un&#8217;ulteriore visita diretta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò a Viterbo (e non solo a Viterbo) si è tradotto nell&#8217;ammucchiarsi copioso dei verbali Asl presso la Commissione medica Inps; lì i verbali possono anche giacere per mesi senza che nessuno li esamini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel frattempo le prestazioni economiche non vengono erogate, o vengono sospese. Ciò che è peggio è che nel frattempo le prestazioni non economiche, come i permessi lavorativi, non possono essere godute senza poter essere nel futuro recuperate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di quanto sopra vi è testimonianza in un&#8217;esemplare lettera pubblicata su <a href="http://www.tusciaweb.it" target="_blank">Tusciaweb (quotidiano on line di Viterbo e provincia)</a>, e che qui sotto riportiamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lettere al direttore</strong> &#8211; L&#8217;appello disperato di Gian Paolo Volpato<br />
Secondo l&#8217;Inps la Asl non avrebbe inviato un verbale di visita</p>
<p><strong>Sei mesi di ritardo per l&#8217;indennità di una bimba invalida</strong><br />
Viterbo &#8211; 28 marzo 2011 &#8211; ore 2,15</p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo -</p>
<p>Gentile direttore,</p>
<p>mi vedo costretto a scriverle queste poche righe in quanto ho un problema che, nel mio piccolo purtroppo, è un grande problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Se le scrivo è perché io e la mia famiglia le abbiamo tentate tutte ma non siamo riusciti a risolvere in alcun modo tale problema.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mia famiglia è composta da quattro persone e la mia bambina più grande, 6 anni il 2 aprile prossimo, è stata riconosciuta invalida civile e fino all&#8217;anno scorso ha percepito l&#8217;indennità di frequenza (circa 280 euro), nei mesi in cui frequenta gli istituti scolastici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mese di luglio del 2010 è stata richiamata dalla Asl locale alla visita di controllo che svolge regolarmente ogni due anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quel giorno l&#8217;Inps ha sospeso l&#8217;erogazione dell&#8217;indennità in attesa dell&#8217;esito della visita di controllo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;handicap di mia figlia consiste in una anomalia rarissima nel mondo, ossia la mancanza dell&#8217;ulna dell&#8217;avambraccio destro e conseguente accorciamento dell&#8217;avambraccio e posizione irregolare della mano destra.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi scuso per la terminologia non propriamente medica ma neanche i dottori hanno una definizione chiara di questa anomalia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il problema a cui non riesco a venire a capo consiste nel fatto che il verbale della commissione medica della Asl risulta regolarmente inviato alla Cmv (acronimo di cui disconosco il significato) dell&#8217;Inps mentre dopo diversi colloqui sia telefonici che agli sportelli Inps di Viterbo, l&#8217;Inps disconosce l&#8217;arrivo di tale verbale da parte della Asl nei loro confronti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io intrattengo giornalmente comunicazioni telefoniche con due impiegati Inps che trattano la pratica di mia figlia all&#8217;Inps di Viterbo, che mi confermano che la pratica per l&#8217;Inps è pronta e manca solo questo verbale della Asl.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mi sono recato negli uffici della Asl lunedì passato per l&#8217;ultima volta dove, al secondo piano, un&#8217;impiegata capendo le difficoltà da parte mia di risolvere tale problema, ha controllato per l&#8217;ennesima volta sul terminale e mi ha confermato che la pratica si trova alla Cmv dell&#8217;Inps dall&#8217;agosto 2010.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo agli uffici Inps è impossibile accedere, ci si può solo recare agli sportelli dove tale problema è irrisolvibile o avere colloqui telefonici dove la risposta è solo e sempre la stessa, manca il verbale della commissione dell&#8217;Asl.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questo punto di sicuro c&#8217;è qualcosa che non torna, ma sembra solo a me, in quanto gli impiegati che mi dovrebbero dare una risposta da una parte o dall&#8217;altra mi stanno facendo fare la &#8220;pallina da tennis&#8221;, rimbalzando la palla da una amministrazione all&#8217;altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Intanto siamo arrivati ad aprile 2011 (dal lontano luglio 2010), io capisco un ritardo di un mese o due nella risoluzione della pratica, ma tutto questo tempo mi sembra eccessivo, come mi sembra esagerato non avere delle risposte chiare sulla situazione della pratica di mia figlia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E pensare che gli uffici delle due amministrazioni in linea d&#8217;aria sono a meno di un chilometro! Certo è il fatto che mia figlia non vive con la pensione che dovrebbe essere erogata dall&#8217;Inps è certo, ma se ci dovessero essere altri casi in cui una persona dovesse vivere con tale pensione e si trovasse nella nostra posizione credo quello che accada sia un fatto realmente grave.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io non so cosa si possa fare per risolvere questa situazione, di certo basta guardare la televisione dove ogni giorno si scoprono falsi invalidi che hanno percepito la pensione per anni e non hanno avuto tali problemi! Di sicuro basta solo guardare il braccio di mia figlia, non servirebbero neanche delle lastre per capire che nella sua struttura ossea qualcosa non va!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Noi abbiamo fatto tutto quello che la legge prevede, tra domande, visite periodiche, visite straordinarie ma non penso che le amministrazioni che si occupano della pratica di mia figlia stiano facendo realmente il possibile per svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spero che mettendola a conoscenza del mio problema almeno lei possa fare qualche cosa per riuscire ad arrivare a una rapida soluzione del problema in cui ci troviamo e che spero non si trovino altre persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gian Paolo Volpato</p>
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		<title>Dal Corriere di Viterbo del 2.12.2010: ritardi e difficoltà all&#8217;Inps</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 08:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla sede di Viterbo]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo sul Corriere di Viterbo del 2 dicmbre 2010: “Inps al collasso, intervenga la politica”. Analisi impietosa del presidente nel documento redatto dopo la riunione del comitato provinciale. Mattei: “Attese lunghe, la terminalizzazione ha ingessato il sistema”. Rallentamenti degli iter delle pratiche, attese interminabili per gli utenti e mancanza di personale. E’ un quadro a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo sul Corriere di Viterbo del 2 dicmbre 2010:</p>
<p><strong>“Inps al collasso, intervenga la politica”.</strong></p>
<p><em><strong>Analisi impietosa del presidente nel documento redatto dopo la riunione del comitato provinciale. Mattei: “Attese lunghe, la terminalizzazione ha ingessato il sistema”.</strong></em></p>
<p>Rallentamenti degli iter delle pratiche, attese interminabili per gli utenti e mancanza di personale. E’ un quadro a tinte fosche quello tracciato dal presidente dell’Inps di Viterbo, Antonio Mattei, che ha illustrato il<span id="more-579"></span> documento redatto dal comitato provinciale seguito alla riunione dello scorso 29 ottobre scorso. Un’analisi impietosa, fedelmente legata però alla realtà dei fatti che mette in grave difficoltà chi deve operare e fo9rnire servizi adeguati all’utenza. “L&#8217;Inps è al collasso e se nessuno interviene la situazione può solo peggiorare”, ha detto Mattei che ha evidenziato come la situazione attuale renda praticamente impossibile il corretto funzionamento degli uffici e quindi dei servizi. “Le attese si sono allungate di circa due-tre mesi – ha spiega il presidente &#8211; la terminalizzazione delle pratiche, invece di sveltire gli iter, ha ingessato tutto il sistema. Basta considerare che l&#8217;informatizzazione, iniziata il primo gennaio scorso, ha subito diverse modifiche e ampliamenti nei mesi successivi che hanno causato non poca confusione tra gli addetti ai lavori. L&#8217;Inps non riesce più a dare il giusto sostegno ai cittadini. E i politici dove sono? Perché non intervengono? Il loro silenzio è assordante. Finora nessuno di loro ha cercato di interessarsi al problema e, alla fine, chi ci rimette sono sempre gli utenti, per altro invalidi o anziani, considerando che stiamo parlando di un ente che si occupa di pensioni e sussidi a chi ha seri problemi di salute”. A complicare le cose ci si è messa anche la chiusura della sede di Montefiascone, dove confluivano i cittadini di 19 paesi della provincia. In più, con i nuovi sistemi il tempo di attesa del riconoscimento dell&#8217;invalidità civile supera i dodici mesi, mentre i rapporti tra Asl e Inps sono immobilizzati da procedure burocratiche lente e macchinose. Infine anche l&#8217;attività legale dell’ente è bloccata in quanto non c&#8217;è più un avvocato specifico che segue le case, ma solo degli uditori che non sono dei veri e propri legali. “Tutto questo – conclude il presidente Mattei – vuol dire una sola cosa: l&#8217;Inps, che era l&#8217;unico ente italiano ad essere stato premiato a livello europeo per efficienza, torna ad essere inefficiente”. Sulla stessa falsa riga di Mattei, che si fa portavoce anche del malcontento dei dipendenti e dei membri del consiglio provinciale dell’Inps, anche i rappresentanti sindacali. “I politici del viterbese devono occuparsi di questo problema – dice Miranda Perinelli della Cgil &#8211; altrimenti le conseguenze verranno scontate soltanto dalle classi sociali più basse, quelle con maggiori difficoltà. Ne va dei diritti dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese. Il danno si riversa anche su un piano economico”. “La situazione è ormai drammatica – fa eco Turchetti, della Uil -. L’utente che si appoggia ai nostri patronati, ad esempio, spesso non può ricevere risposte da noi perché l&#8217;Inps è un muro, uno scoglio insuperabile dal quale non abbiamo informazioni chiare”. “Gli amministratori, in particolare la Provincia, devono prendersi l&#8217;onere e l&#8217;onore di intervenire e affrontare una volta per tutte questo grave problema”, è la conclusione di Fortunato Mannino della Cisl</p>
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		<title>Inchiesta del Corriere di Viterbo sui parcheggi per disabili</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla sede di Viterbo]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi 31 maggio 2010, il quotidiano &#8220;Corriere di Viterbo&#8221;, ha pubblicato due articoli di indagine sui parcheggi per disabili nella città. Parcheggi per disabili, pochi e spesso anche “invasi”. Associazioni in campo. “Io giro in lungo e in largo tutta Viterbo ma non vedo alcun tipo di cambiamento”. Parcheggi per disabili: quasi impossibile trovarne uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi 31 maggio 2010, il quotidiano &#8220;Corriere di Viterbo&#8221;, ha pubblicato due articoli di indagine sui parcheggi per disabili nella città.</p>
<p><strong>Parcheggi per disabili, pochi e spesso anche “invasi”.</strong></p>
<p><em>Associazioni in campo. “Io giro in lungo e in largo tutta Viterbo ma non vedo alcun tipo di cambiamento”.</em></p>
<p>Parcheggi per disabili: quasi impossibile trovarne uno libero nella cittadina viterbese. Si cerca, si tenta di trovarne i segni, i loro residui ma l&#8217;impresa è ardua e il risultato non è mai quello sperato.<span id="more-512"></span> La città è una giungla in cui i posti auto sono pochi e quelli che ci sono, vengono occupati selvaggiamente da chi arriva prima, perché si corre per andare a lavoro, si corre per fare la spesa, si corre tutto il giorno e non si riesce mai a guardare chi è stato <a href="http://www.anmicvt.it/wp-content/uploads/2010/05/20100531.jpg"><img class="size-full wp-image-513 alignright" title="Disabili: Spesso è difficile trovare un posto auto libero in città" src="http://www.anmicvt.it/wp-content/uploads/2010/05/20100531.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>lasciato indietro. Un mare di persone che hanno dei diritti, ma che spesso vegnono calpestati, in una società in cui la legge del più forte la fa da padrone. I parcheggi per i disabili sono occupati, presi ma non da automobilisti che ne hanno il diritto, bensì da coloro che per fretta o poca voglia non trovando parcheggio, ne usufruiscono. I disabili lanciano un grido di allarme su una città che sembra averli dimenticati ed emarginati. Già Viterbo appare una cittadina poco ospitale per chiunque abbia un qualche handicap, visto che non ci sono scivoli per le carrozzine, i negozi hanno scale troppo alte e chi ha un qualche problema di deambulazione è costretto a guardare da fuori senza avere la possibilità di entrare. Ovviamente il problema scompare se si ha la possibilità di essere accompagnati da qualcuno ma a quel punto si può dire addio alla propria indipendenza e autonomia. Viterbo non sembra essere a misura di chi ha un disagio e i problemi aumentano se si vuole trovare un parcheggio. I posti sono stati creati ma pare che, nella maggior parte dei casi siano tutti occupati. Allora inizia la ricerca al parcheggio che in una città, già poco provvista, sembra essere un&#8217;impresa impossibile e le azioni che vengono messe in atto dalla politica non sono tali da riuscire a dare una sterzata alla situazione. Da tempo le varie associazioni proclamano il loro livore verso una situazione che è diventata insopportabile ma poche, sembrano, sono le orecchie che hanno ascoltato le richieste. Eppure ciò che viene chiesto non è tanto difficile da realizzare, si tratta solo di ristrutturare la cittadina a misura di tutti. Questo significherebbe aumentare i controlli e verificare l&#8217;attuazione delle norme. Queste sono le richieste di Kristiano Bonatesta, responsabile dell&#8217;associazione città aperta. &#8220;Io giro in lungo e in largo tutta Viterbo ma non vedo alcun tipo di cambiamento &#8211; afferma Bonatesta -. Gli scivoli non ci sono neanche vicino alle farmacie e nonostante le proteste nessuno ci ascolta. Le istituzioni continuano tranquillamente la loro vita senza pensare a chi ha una qualche disabilità&#8221;. Negozi, farmacie sono piene di barriere architettoniche che impediscono a chi è su una sedia a rotelle di poter condurre una vita normale. &#8220;Ho visto che solo un negozio ha realizzato degli scivoli, penso più per lavarsi la coscienza che altro, visto che lo ha creato dopo uno scalino. Quindi, in sostanza non serve a niente perché prima devo salire la scala e poi fare lo scivolo. Un controsenso ma noi siamo bravi in questo&#8221;. Una città in cui prevale la legge del più forte e in cui imperversano le barriere architettoniche mentre chi ha un handicap e vuole uscire si ritrova a dover superare l&#8217;ostacolo parcheggio poi a dover sperare di trovare un negozio senza scale e alla fine è costretto a tornare a casa perché tutte le speranze vengono puntualmente disattese. &#8220;L&#8217;unico luogo senza barriere architettoniche è la Germania &#8211; continua Bonatesta -. Lì anche con la neve e senza un posto libero, gli automobilisti continuavano a cercare parcheggio senza occupare quelli riservati ai disabili. Qui non sarebbe la stessa cosa, manca forse un po&#8217; di educazione e civiltà, ma anche controllo da parte delle istituzioni. Capisco che i problemi sono tanti ma anche quello delle barriere architettoniche dovrebbe essere risolto&#8221;. A Viterbo c&#8217;è un problema parcheggio che non si riesce a superare e Bonatesta si domanda perché. &#8220;La situazione è drammatica e non è un eufemismo &#8211; incalza Bonatesta -. Addirittura poco tempo fa ho fotografato una macchina della polizia che era parcheggiata su un posto per disabili. Quindi, da qui si capisce che c&#8217;è un problema di educazione e civiltà, alla base e allora tutte le parole e le richieste sono vane&#8221;. Dovrebbe essere rivista la normativa sua parcheggi per disabili, secondo Bonatesta, perché Viterbo ha un problema che senza uno sforzo difficilmente verrà risolto. &#8220;In realtà si dovrebbero realizzare dei parcheggi riservati ai disabili in base alla popolazione ma non so se questo è valido nella cittadina viterbese &#8211; spiega -. A me sembrano pochi ma la questione è la mancanza di civiltà che di certo non aiuta nella sopravvivenza quotidiana&#8221;. I giochi sono aperti e il dibattito sembra essere di quelli destinati a durare a lungo ma al centro del mirino ci sono le istituzioni. &#8220;La normativa esiste ed è giusto che venga fatta rispettare. Non possiamo sentirci ogni volta emarginati e relegati alle parti periferiche della società perché chi comanda non riesce a creare una città a misura di tutti &#8211; conclude il responsabile dell&#8217;associazione-. Le istituzioni non risolvono niente, sono bravi a fare promesse ma poi i fatti non arrivano e noi ci ritroviamo a dover combattere ogni giorno con barriere architettoniche o con parcheggi inesistenti. Nessuno controlla e nessuno fa rispettare le norme. L&#8217;unica cosa che ho notato è il senso di vergogna delle persone che vengono colte in fragrante. Allora forse è il caso di iniziare a dire pubblicamente chi è che sbaglia così almeno il senso di colpa frenerà questa inciviltà. Noi siamo arrabbiati e furiosi perché vediamo mancare le più elementari strutture e in una città che vuole proporsi come moderna. Questa è una falla che la può portare molto in basso&#8221;</p>
<p>Antonella Pace</p>
<p>___________________________________________</p>
<p><strong>Ecco come ottenere il permesso.</strong></p>
<p><em> La normativa è precisa per quanto riguarda il rilascio. Il contrassegno ha validità quinquennale.</em></p>
<p>Il contrassegno invalidi fa discutere. Sono molte le associazioni che si lamentano del fatto che i parcheggi per i disabili vengono occupati da chi non ne ha diritto. In realtà la normativa è precisa per quanto riguarda il rilascio che per l&#8217;occupazione, ma alcune questioni sono ancora aperte e la <a href="http://www.anmicvt.it/wp-content/uploads/2010/05/20100531b.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-514" title="Vademecum per i permessi" src="http://www.anmicvt.it/wp-content/uploads/2010/05/20100531b.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>normativa non sembra risolverle. Quel tagliando arancione che identifica i parcheggi riservati ai disabili e previsto dal regolamento del Codice della strada, permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi riservati. Per avere il contrassegno è necessario innanzitutto disporre di una specifica certificazione medica che attesti in modo chiaro, che la persona è non vedente o è invalida con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. Il regolamento del codice della strada precisa, che i certificati ammessi sono quelli rilasciati dall&#8217;ufficio medico-legale dell&#8217;Unità Sanitaria Locale di appartenenza. Non sono purtroppo previste come ammissibili altre certificazioni alternative quali, ad esempio, la certificazione di invalidità civile o di handicap. Una volta ottenuto quel certificato lo si dovrà allegare alla richiesta al sindaco del comune di residenza, al fine di ottenere il contrassegno. La Legge 23 dicembre 2000, n. 388 ha stabilito che il rilascio del contrassegno invalidi è esente da imposta di bollo. In moltissimi Comuni queste pratiche vengono svolte dall&#8217;ufficio dei vigili urbani o della polizia municipale. Va precisato che il contrassegno è uguale (e quindi valido) in tutta Italia ed è concesso a prescindere dalla titolarità di una patente di guida o dalla proprietà di un automezzo. Deve essere esposto in modo ben visibile nella parte anteriore del veicolo in servizio per il disabile. Il contrassegno ha validità quinquennale e allo scadere dei termini lo si può rinnovare presentando un certificato del proprio medico di famiglia che confermi la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il talloncino e può essere rilasciato anche a persone che momentaneamente si ritrovano in condizioni di invalidità temporanea a causa di un infortunio o altro</p>
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		<title>Articolo sul Corriere di Viterbo del 21.2.2010</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 15:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo il testo dell’articolo apparso oggi 21.2.2010 sul Corriere di Viterbo. Disco verde alle strisce blu per disabili. Ad annunciare la decisione dell’amministrazione è l’assessore alla Polizia locale Sandro Zucchi. I portatori di handicap potranno parcheggiare l’auto senza pagare. Parcheggi a pagamento: i disabili potranno parcheggiare la propria vettura senza pagare. A darne notizia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo il testo dell’articolo apparso oggi 21.2.2010 sul Corriere di Viterbo.</p>
<p><strong>Disco verde alle strisce blu per disabili.</strong></p>
<p><em>Ad annunciare la decisione dell’amministrazione è l’assessore alla Polizia locale Sandro Zucchi. I portatori di handicap potranno parcheggiare l’auto senza pagare.</em></p>
<div id="attachment_464" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-464   " title="Soste gratuite" src="http://www.anmicvt.it/wp-content/uploads/2010/02/Parcheggi.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Soste gratuite. Gli automobilisti diversamente abili potranno parcheggiare la propria vettura anche negli spazi contraddistinti dal colore blu</p></div>
<p>Parcheggi a pagamento: i disabili potranno parcheggiare la propria vettura senza pagare. A darne notizia è l&#8217;assessore alla Polizia Locale Sandro Zucchi che lo scorso mese di gennaio aveva già annunciato l&#8217;imminente decisione da parte dell&#8217;amministrazione comunale. &#8220;Abbiamo ritenuto opportuno predisporre e approvare una delibera di giunta &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore &#8211; per modificare la decisione della Corte di Cassazione, in merito al parcheggio a pagamento sulle strisce blu da parte delle persone invalide. Con questo atto amministrativo approvato nei giorni scorsi, agli automobilisti diversamente abili potranno finalmente parcheggiare gratuitamente la propria vettura anche negli spazi contraddistinti dal colore blu sull&#8217;intero territorio comunale&#8221;. Ad oggi, l&#8217;amministrazione comunale ha rilasciato complessivamente circa 2.600 contrassegni per disabili ad aventi diritto, a fronte di una disponibilità, nell&#8217;ambito dei parcheggi con tariffazione oraria, di 134 stalli di sosta riservati a persone invalide. Seppur tali stalli siano stati realizzati nel rispetto dei criteri quantitativi minimi stabiliti dalla normativa vigente ed oggetto di costanti controlli della Polizia Locale per eventuali abusi da parte di non aventi diritto, i vari spazi sono del tutto insufficienti a soddisfare le necessità delle persone legittimate. Anche per questo motivo, l&#8217;amministrazione comunale ha ritenuto opportuno approvare l&#8217;esenzione dal pagamento della tariffa oraria per la sosta dei veicoli al servizio di persone invalide che espongano l&#8217;apposito contrassegno nei parcheggi a pagamento nel comune viterbese.</p>
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		<title>Articolo sul Corriere di Viterbo dell&#8217;8.2.10</title>
		<link>http://www.anmicvt.it/2010/02/08/articolo-sul-corriere-di-viterbo-dell8-2-10</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo il testo dell&#8217;articolo apparso oggi 8.2.2010 sul Corriere di Viterbo. L’invalidità si trasforma in un calvario. Di fronte a patologie gravi e visibili un cittadino sfoga la sua indignazione. VITERBO (GAn) &#8211; Percorso per ottenere l’invalidità: cittadini protestano per le lungaggini. Non è certamente una segnalazione da finire in mano alle autorità giudiziarie, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo il testo dell&#8217;articolo apparso oggi 8.2.2010 sul Corriere di Viterbo.</p>
<p><strong>L’invalidità si trasforma in un calvario.</strong></p>
<p><em>Di fronte a patologie gravi e visibili un cittadino sfoga la sua indignazione.</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-458" title="Inps" src="http://www.anmicvt.it/wp-content/uploads/2010/02/Inps.jpg" alt="" width="300" height="220" />VITERBO (GAn) &#8211; Percorso per ottenere l’invalidità: cittadini protestano per le lungaggini. Non è certamente una segnalazione da finire in mano alle autorità giudiziarie, ma in alcuni casi ad emergere nella gestione pubblica sono le incongruenze tra ufficio e ufficio: quello che si può fare in un ufficio Inps in poco tempo non è detto che succeda alla stessa maniera in un altro. E’ il caso di un signore viterbese che sta inoltrando alle varie Inps competenti la richiesta di invalidità. “Nel luglio scorso presso il policlinico Gemelli di Roma ho subito un intervento di laringettomia totale, tiroidectomia totale e svuotamento laterocervicale &#8211; specifica la persona interessata -. In seguito a settembre da accertamenti sanitari mi è stato riscontrato un adenocarcinoma prostatico sto seguendo una cura che sarà a vita”. Esposte le diverse patologie e i certificati medici alla commissione per le invalidità al momento di ottenere i certificati le risposte sono state variegate. “La cosa più importante è che la popolazione non si rende conto di come funziona in effetti la sanità &#8211; dice, in questo senso, il malcapitato -. L’Inps di Viterbo in particolare è una cosa a se in confronto alle altre Province, dato che non è facile capirne il funzionamento. Come mai nella Provincia di Terni per una pratica come la mia ci vuole da 1 a 2 mesi massimo, mentre qui non bastano da 1 a 6 mesi? La Commissione medica che mi ha visitato sembra non essere presa in considerazione? Parlo della commissione della Asl di Motefiascone che come ha visto la mia documentazione e la mia Persona non ha avuto esitazioni. Come mai che il responsabile di procedimento dell’Inps dichiara che non ha certificati medici sufficienti per la mia invalidità? Io stesso gli ho consegnalo la documentazione rilasciatami dal policlinico Gemelli che attesta ciò che mi è stato fatto e quello che ho subito dopo l’operatorio. Per vederlo &#8211; conclude la persona operata &#8211; basta anche una persona ignorante in materia, vedendo la mia cicatrice o il foro che ho alla gola per respirare oltre a non parlare”. Sicuramente una situazione che poteva essere gestita con maggiore solerzia senza istigare la persona in questione a segnalare quanto è successo di fronte a patologie evidenti</p>
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		<title>Articolo del Corriere della Sera del 30 giugno 2009, sul decreto legge anti &#8211; crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 11:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Corriere della Sera di oggi, è pubblicato un articolo esplicativo delle novità introdotte, nella materia dell&#8217;invalidità civile, dal decreto legge c.d. &#8220;anti &#8211; crisi&#8221; del 26 giugno scorso. Ecco il testo dell&#8217;articolo, tratto dal sito Corriere.it: Che cosa cambia per gli assegni previdenziali Pieni poteri ai medici Inps contro le false invalidità Contenzioso a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul Corriere della Sera di oggi, è pubblicato un articolo esplicativo delle novità introdotte, nella materia dell&#8217;invalidità civile, dal decreto legge c.d. &#8220;anti &#8211; crisi&#8221; del 26 giugno scorso.<br />
Ecco il testo dell&#8217;articolo, tratto dal sito <a title="L'articolo su Corriere.it" href="http://www.corriere.it/economia/09_giugno_30/vademecum_quattro_pensioni_enrico_marro_f04ed3b2-6545-11de-853b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere.it</a>:</p>
<p>Che cosa cambia per gli assegni previdenziali<br />
<strong>Pieni poteri ai medici Inps<br />
contro le false invalidità</strong><br />
<em>Contenzioso a quota 320 mila cause. Via ai controlli</em></p>
<p>ROMA &#8211; Pensioni d’invalidità civile, tutto il potere all’Inps. <span id="more-350"></span>Lo prevede l’arti­colo 20 del decreto legge anticrisi appro­vato venerdì scorso dal consiglio dei mi­nistri. Articolo che sotto il titolo «Contra­sto alle frodi in materia di invalidità civi­li » accentra l’intera gestione di questo capitolo, dalla presentazione delle do­mande alle visite mediche, sotto l’istitu­to di previdenza guidato da Antonio Ma­strapasqua. Che ieri ha incontrato a Pa­lazzo Chigi il sottosegretario Gianni Let­ta proprio per approfondire le questioni legate a questa riforma.</p>
<p><strong>Le pensioni d’invalidità sono circa 2,6 milioni, per una spesa annua</strong> di quasi 15 miliardi di euro (in media, l’assegno è at­torno ai 450 euro al mese). Nonostante le ricorrenti campagne di controllo il nu­mero delle invalidità civili è in costante crescita: circa il 30% in più rispetto al 2004, tanto che la spesa prevista per il 2009 è di 16,2 miliardi. La diffusione sul territorio di queste pensioni presenta notevoli differenze. La massima concen­trazione si raggiunge nella provincia di Nuoro dove risulta invalido quasi il 9% della popolazione. Tassi elevati anche a Benevento e Lecce, col 6%, mentre per esempio a Milano, Verona o Bergamo non si supera il 2,5%. Da tre mesi l’Inps sta effettuando una campagna di verifi­che mediche, prevista dall’ultima legge finanziaria, su un campione di 200 mila titolari di questa prestazione. Finora so­no già state revocate il 13% delle pensio­ni, con punte di quasi il 22% in Sardegna e Sicilia, del 19% in Calabria e del 15,5% in Campania e Puglia. Anche se lo stesso Inps spiega che le revoche sono spesso dovute al venir me­no dei requisiti sanitari (regresso della malattia invalidante in seguito a cure mediche) restano non pochi casi dove l’annullamento del beneficio è dovuto a una valutazione che era stata troppo ge­nerosa da parte delle Als, cui la legge ha affidato finora le visite per la concessio­ne di questo tipo di pensioni. Per non parlare delle vere e proprie truffe. Non a caso l’Inps incrocerà la propria banca da­ti con quella della Motorizzazione civile per scovare, per esempio, i ciechi con la patente. Alla luce di tutto ciò e per rifor­mare l’intera materia il governo intervie­ne con l’articolo 20 del decreto legge.</p>
<p><strong>Dal primo gennaio del 2010, stabili­sce la norma, le commissioni mediche</strong> delle Asl che visitano i cittadini che pre­sentano domanda di «invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e di­sabilità», saranno «integrate da un medi­co dell’Inps quale componente effetti­vo ». Non solo. «In ogni caso — dispone l’articolo 20 — l’accertamento definitivo è effettuato dall’Inps», che avrà quindi l’ultima parola, attraverso i suoi medici, sulla concessione o meno del sussidio. E sarà sempre l’istituto di previdenza a ac­certare «la permanenza dei requisiti sa­nitari » nelle visite di richiamo per i tito­lari delle invalidità. In caso di revoca per insussistenza degli stessi requisiti, in cui vengano rilevati elementi di respon­sabilità per danno erariale, i prefetti so­no tenuti ad inviare copia del provvedi­mento alla Corte dei conti per le eventua­li azioni di sua competenza. Le domande di pensione non si pre­senteranno più all’Asl ma all’Inps, che poi le trasmetterà, «in tempo reale e per via telematica», alle Aziende sanitarie lo­cali. Le modalità attraverso le quali l’Inps prenderà in carico la gestione del­le invalidità civili saranno contenute in un accordo tra il ministro del Welfare e la Conferenza Stato-Regioni da conclu­dere «entro novanta giorni».</p>
<p><strong>Nei sessan­ta giorni successivi le Regioni stipuleran­no con l’Inps</strong> le necessarie convenzioni per dare attuazione alla riforma. L’artico­lo 20 del decreto affronta poi il proble­ma del contenzioso, visto che le cause pendenti sulle invalidità civili sono ben 320 mila. Si stabilisce che nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, per esempio per valutare chi abbia ragione sulla sussistenza o meno dei requisiti sanitari, alle indagini assi­sta sempre anche un medico legale del­l’Inps. Infine, la vera stretta sulle invali­dità civili potrebbe arrivare dall’ultimo comma dell’articolo: entro trenta giorni è nominata dal ministro del Welfare, di concerto con l’Economia, «una Commis­sione con il compito di aggiornare le ta­belle indicative delle percentuali dell’in­validità civile, già approvate con decre­to del ministro della Sanità del 5 febbra­io 1992, e successive modificazioni. Dal­la attuazione del presente comma non devono derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica».</p>
<p><strong>Enrico Marro</strong><br />
30 giugno 2009</p>
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		<title>Dal Messaggero di domenica 29 marzo 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 16:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Aquilani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e info]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quotidiano Il Messaggero di Roma pubblica un&#8217;inchiesta, ed una lettera firmata, sugli sprechi e disagi causati dal malfunzionamento delle commissioni per il riconoscimento della invalidità civile. Questi articoli non riguardano la realtà viterbese, ma quella della capitale. Sono però interessanti, perchè una volta tanto, smentiscono il trito cliché dello spreco di risorse per colpa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quotidiano Il Messaggero di Roma pubblica un&#8217;inchiesta, ed una lettera firmata, sugli sprechi e disagi causati dal malfunzionamento delle commissioni per il riconoscimento della invalidità civile.<br />
Questi articoli non riguardano la realtà viterbese, ma quella della capitale.</p>
<p>Sono però interessanti, perchè una volta tanto, smentiscono il trito cliché dello spreco di risorse per colpa di fantomatici &#8220;falsi invalidi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;inchiesta:</p>
<p>Sprechi e disagi per la mancata applicazione della legge che tutela 3,5 milioni di malati<br />
<strong> Noi disabili, costretti ogni anno a file estenuanti e visite inutili<br />
</strong> <em>«Per distinguerci dai &#8220;furbi&#8221; dobbiamo affrontare mille difficoltà e ottenere sempre lo stesso certificato»</em></p>
<p>di CLAUDIO MARINCOLA<br />
Invalidi con menomazioni irreversibili o affetti da disabilità permanenti. Una legge varata nel 2006, entrata in vigore da un anno, e un successivo<span id="more-282"></span> decreto, hanno individuato 12 condizioni patologiche per le quali si è esclusi da qualsiasi visita di controllo. Perché purtroppo da certi mali non si guarisce, anzi.<br />
La legge c&#8217;è, e fu il frutto di una riforma del governo. Ma le Regioni la ignorano o la applicano col contagocce. In molti casi nemmeno la conoscono. E così un popolo di 3 milioni e mezzo di disabili &#8211; quelli a a cui è stata riconosciuta l&#8217;indennità di accompagnamento &#8211; è costretto ogni anno a sottoporsi ad una lunga, inutile, replica per sentirsi dire quello che purtroppo già si sa. Senza dire delle lunghe ed estenuanti file con i disagi che i lettori hanno descritto (vedi lettera accanto) a Dillo al Messaggero. Con tutto ciò che ne consegue: sospensione per un lungo periodo dell&#8217;assegno, aggravio di spesa per la Pubblica amministrazione, Asl costrette a rimborsare gli assistiti e con gli interessi.<br />
Certo, l&#8217;Italia è anche il Paese dei falsi invalidi. Di chi in passato ha fatto un uso illegale e smodato del welfare. L&#8217;Anio, l&#8217;Associazione nazionale infezioni osteoarticolari, ha provato a calcolare il costo burocratico della mancata (o parziale) attuazione della legge 80. Ha ripercorso tutti i passaggi dell&#8217;iter per scoprire come l&#8217;inefficienza spesso sia connessa alla .<br />
1) Il meccanismo distorto scatta nel momento stesso in cui viene presentata dal cittadino l&#8217;istanza. In media l&#8217;Anio, una Onlus, ha calcolato che passa un periodo compreso tra i 180 e i 700 giorni. Se al richiedente viene riconosciuta una invalidità superiore al 75%, l&#8217;istituzione sanitaria mette in mora una somma da erogare. Ma il verbale non viene recapitato prima di 360 giorni.<br />
2) E siamo al secondo passaggio. Se tutto fila liscio la somma viene intascata dal cittadino dopo circa 700 giorni. Come dire che i 3.500 euro annui, raddoppiati e rivalutati con il tasso d&#8217;interesse dell&#8217;ultimo mese, diventano 9.000 euro. Quasi il triplo. Come autogol, non c&#8217;è male.<br />
3) C&#8217;è un costo aggiuntivo che quasi mai viene considerato ma che l&#8217;Anio in questa sua &#8211; realistica &#8211; simulazione ha calcolato. Nei due anni in cui l&#8217;assistito non usufruisce dei benefici pur avendone diritto il malato dipende in tutto e per tutto dal welfare. Se il soggetto è un disagiato che non percepisce reddito o rientra nei limiti le sue richieste vanno accolte. Tradotto in soldoni o in sussidi vuol dire una media di 2.200 euro a carico dell&#8217;Ente locale.<br />
4) Per un invalido che si vede negato un diritto, aprire un contenzioso legale è molto frequente. Altrettanto frequente è vederselo riconosciuto con una sentenza. In questo caso il costo per l&#8217;Inps sale di 3.000 euro pari alle spese giudiziarie e legali.<br />
5) Un quinto esborso da classificare sotto la voce varie ed eventuali può arrivare nel caso in cui il cittadino decida di rivolgersi agli organi di tutela per invocare un danno biologico ed esistenziale. Il caso è molto più frequente di quanto si pensi.<br />
6) L&#8217;ultima, ma non forse chiarificatrice voce di spesa, è molto difficile da quantificare: il costo delle commissioni istituite presso le Asl. Sono composte in genere da 4 o 6 membri. Il presidente percepisce un gettone di 20 euro a visita, 15 euro gli altri membri. Ogni Asl è una repubblica a sé, i costi variano perciò da regione a regione. Secondo alcuni i più maliziosi queste entrate che arrotondano lo stipendio sarebbero il vero motivo per cui le Asl stentano ad applicare la legge 80.<br />
Per la cronaca, la Regione che più applica e conosce il decreto è la Valle d&#8217;Aosta (100%) seguita dalla Sardegna (88%) e dalla Liguria (80%). Fanalino di coda è l&#8217;Umbria: il 65% delle Asl interpellate ignora il decreto.<br />
Il presidente nazionale dell&#8217;Anio Girolamo Calsabianca ha chiesto l&#8217;apertura di un procedimento per chi avrebbe dovuto informare i cittadini e non lo ha fatto. Ma il problema, sollevato dal Tribunale del Malato, tocca da vicino anche l&#8217;Inps che è tenuta ad avviare la procedura di verifica e ad occuparsi dell&#8217;intero iter chiedendo alle Asl gli elenchi dei cittadini beneficiari e la relativa documentazione.<br />
Valutata la documentazione è sufficiente redigere un verbale da cui risulterà il diritto o meno del cittadino all&#8217;esenzione. Ciò avverrà sia per coloro ai quali è stato riconosciuto il diritto all&#8217;accompagno e/o all&#8217;indennità di comunicazione, sia per coloro ai quali sia stata richiesta un&#8217;ulteriore visita presso la commissione di verifica. In questo modo verrebbero comunque garantiti i controlli, eliminate le code e i passaggi buorocratici. Troppo facile?</p>
<p>La lettera:</p>
<p><strong>«Patente speciale, un&#8217;odissea prenotare il controllo medico»</strong></p>
<p><strong> </strong>Egregio Direttore,<br />
Mia figlia è invalida civile e l&#8217;anno scorso le è stata assegnata la patente auto speciale per invalidi. Questa patente richiede il rinnovo annuale, previa visita di controllo da parte dei medici della Asl Poliambulatorio della Vittoria, che si trova a Roma, in Lungotevere della Vittoria 3.<br />
Lunedi 16 marzo mi sono recato al Poliambulatorio, ufficio Patenti speciali, per fissare un appuntamento per conto di mia figlia (affetta da gravi problemi di deambulazione), in vista del rinnovo della patente che scadrà a luglio prossimo.<br />
Un cartello, peraltro poco visibile, avverte che l&#8217;ufficio (aperto dal lunedi al venerdi, dalle 9 alle 12) prenota soltanto 50 appuntamenti al giorno. Per avere l&#8217;appuntamento, bisogna munirsi di numero che viene consegnato dalle ore 9 alle ore 12.<br />
L&#8217;usciere addetto alle informazioni mi ha &#8220;consigliato&#8221; di mettermi in fila &#8220;almeno alle 7&#8243; per avere la probabilità di rientrare tra i 50 numeri della giornata. Con la prospettiva, in caso fortunato, di riuscire ad avere l&#8217;appuntamento qualche ora dopo.<br />
Non pensa che si potrebbe trovare un altro modo per consentire agli invalidi, o a chi per loro, di prenotare la visita imposta dalla legge in quel determinato ambulatorio, e solo in quello, in un orario così ristretto?<br />
Soprattutto in tempi in cui la tecnologia permette con un semplice clic da casa di prenotare viaggi, comprare e vendere beni, spostare addirittura capitali?<br />
Grazie dell&#8217;attenzione, cordiali saluti.<br />
Vittorio S.</p>
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